
Nel suo intervento la Dott.ssa Lena Burbulla, Professore presso la Ludwig Maximilians University Munich di Monaco di Baviera, spiega come alcune forme di NBIA abbiano dei meccanismi in comune con patologie molto più diffuse, come ad esempio il Parkinson. Utilizzare malattie rare come le NBIA come modello per approfondire i meccanismi alla base di patologie più comuni e più studiate può attrarre fondi più ingenti per l’avanzamento della ricerca sulle NBIA e allo stesso tempo aumentare la conoscenza di malattie diverse ma accumunate da meccanismi simili.
La Dott.ssa Arcangela Iuso, Senior Scientist presso l’Istituto di Neurogenomica dell’Helmholtz Zentrum di Monaco di Baviera, illustra i risultati ottenuti dal suo lavoro di ricerca sul gene C19orf12, responsabile della Neurodegenerazione Associata alla Proteina della Membrana Mitocondriale (MPAN). C19orf12 è coinvolto in numerosi processi cellulari, come il metabolismo lipidico, la regolazione dell’autofagia e l’immunità. Si fa dunque sempre più strada l’ipotesi che in MPAN la neurodegenerazione avvenga come conseguenza di un metabolismo lipidico disregolato.
L’intervento della Dott.ssa Sonia Levi, Professore Ordinario di Biologia Applicata dell’Università Vita-Salute San Raffaele e Responsabile dell’Unità Proteomica del Metabolismo del Ferro, Divisione di Neuroscienze, dell’Ospedale San Raffaele, ripercorre i modelli cellulari che possono aiutare nella comprensione dei meccanismi alla base delle patologie NBIA. La Dott.ssa Levi illustra poi i recenti risultati ottenuti su astrociti, cellule del tessuto nervoso centrale, ottenuti da cellule di pazienti affetti da Neurodegenerazione Associata alla Patotenato Chinasi (PKAN) trattati con leriglitazone, un composto regolatore della funzionalità mitocondriale. Il trattamento con leriglitazione ha permesso di eliminare i depositi di ferro osservati negli astrociti.
La Dott.ssa Valeria Tiranti, Responsabile del Dipartimento Funzionale di Neuroscienze Sperimentali e Vicedirettrice Scientifica della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico “C. Besta” di Milano, ha illustrato i risultati ottenuti dalla ricerca in vivo su modelli di topo e dallo studio dei pazienti, in particolare per la Neurodegenerazione Associata alla Proteina COASY (CoPAN). Gli studi condotti mostrano come i modelli animali siano fondamentali per studiare la patofisiologia del metabolismo del Coenzima A e per la valutazione preclinica di possibili opzioni terapeutiche.